«Non lasciamo in piedi niente e nessuno!» In sintesi, è l’atteggiamento di Trump verso l’ambiente in cui viviamo. Nessuna novità, però in questi giorni c’è stato un convinto passo in avanti: l’abolizione di leggi e regole volute negli anni per salvaguardare il clima e l’ambiente: la prima potenza economica (e militare) del pianeta dichiara guerra al pianeta stesso. È abbastanza inquietante eppure potrebbe esserci un effetto collaterale positivo.
Heroes and Villains
Chi si occupa di campagne sociali, per i diritti, per la giustizia, impara ben presto una lezione: se vuoi farti ascoltare, se vuoi coinvolgere, ottenere sostegno, ti serve il ‘cattivo della storia’. Non è che l’hanno scoperto lə attivistə di Amnesty o di Greenpeace, questa cosa: è dalla notte dei tempi che nelle narrazioni che funzionano ci sono i cattivi. Pensiamo ad Eva che, dopo giorni di introspettivi tormenti interiori, decide di dare un morsetto alla mela. Non c’è paragone con la versione originale in cui il perfido serpente la spinge ad azzannare il frutto.
Parliamoci chiaro: Harry Potter avrebbe avuto il successo che ha avuto, senza Voldemort? E vi immaginate Guerre stellari senza Dart Fener? Per non parlare de Il Signore degli Anelli senza Sauron.
La mancanza di un cattivo, nella lotta alla crisi climatica, è un serio problema.
Guardiamo ai governi, cominciando da quello del paese che emette più gas serra al mondo, cioè quello cinese. Ma in Cina c’è un sacco di gente: se si calcolano le emissioni procapite, la Cina non è certo il paese che fa più danni. Inoltre all’ombra della Grande Muraglia stanno spingendo come dei dannati, con le energie verdi. Non è un granché, come ‘cattivo ideale’ nella battaglia per salvare il pianeta.
Tanti colpevoli, nessun colpevole
Allora pensiamo ai paesi dell’Unione europea e alle loro decisioni sul Green Deal. Dopo averci illuso con un futuro verde e sostenibile, fanno marcia indietro: ci può essere qualcosa di più malvagio? Il problema è che questa marcia indietro non è granché. Prendiamo il tanto discusso provvedimento sulle automobili: è vero, al 2035 non sarà più proibito produrre auto con emissioni zero, ma le emissioni dovranno comunque essere abbattute del 90%. I piani diabolici per distruggere il pianeta sono altri.
E c’è ancora un altro problema, più insidioso, nella ricerca del cattivo della storia. Ci sono tanti responsabili, troppi: pure noi persone comuni lo siamo. Quando non riusciamo a passare a una dieta completamente vegana. Quando non rinunciamo a quel viaggio aereo ogni tanto. Quando non chiudiamo il nostro conto nella banca che finanzia l’industria fossile. E magari facciamo tutte queste tre cose, ma il nostro impatto sul clima resta grande, perché teniamo in casa un cane.
Peggio di Crudelia
Ma, per fortuna delle nostre narrazioni, adesso c’è Trump. Lui non traccheggia per rallentare la
transizione ecologica. Lui non balbetta contro un fantomatico ‘ambientalismo ideologico’. Lui non fa discorsi ambigui sul ‘bene la difesa dell’ambiente ma non danneggiamo le nostre aziende’. Lui va dritto, a muso duro, contro tutto quello che può aiutare gli esseri umani a vivere in un pianeta non devastato.
Lo fa con una furia ideologica scatenata, pure autolesionista. Impone il ritorno al carbone anche se è ormai una fonte costosa, che non conviene più, nemmeno a chi se ne frega dell’ambiente. Ed è pure corrotto, dice qualcuno, che vuoi di più?
Trump, finalmente, è il vero cattivo della storia. Il Crudelia de Mon della situazione.
Finalmente ce l’abbiamo e finalmente possiamo chiamare coloro che lo sostengono – compagnie petrolifere e big tech in testa – non ‘frutto delle contraddizioni di questo tempo, in cui si mescolano innovazione e progresso e i costi per ottenerli, ma ‘complici’. Ora che è arrivato il ‘felon’, riusciremo a costruire narrazioni migliori?
Foto di Nathan J Hilton.
